Ciberie: un vero sbocco commerciale per i piccoli produttori di cibo

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Partiamo da un presupposto: le Ciberie sono veri nodi di distribuzione professionale del prodotto di qualità, un nuovo sbocco commerciale per piccoli produttori agricoli e di cibo.

Come funziona? Per esempio, il consumatore di Padova che desidera un prosciutto di Cinta Senese, lo ordinerà e pagherà nel web, ma lo andrà a ritirare nel punto Ciberie di Padova che, se l’ha disponibile lo consegnerà se non l’ha disponibile, grazie al sistema di distribuzione professionale, lo riceverà dalla logistica di Ciberie e lo conserverà per la consegna.

Un vero sbocco commerciale per piccoli produttori

Aver realizzato un catalogo dinamico, mettendo insieme i prodotti di molti piccole imprese ha fatto emergere alcuni problemi che spesso vengono affrontati in modo superficiale proprio perché non c’è storia di adeguata attenzione economica e di specifica attività di formazione verso questa categoria di imprenditori. Essere bravi produttori, poi buoni commercianti e infine ottimi amministratori non è situazione agevole e, raramente, anche i più titolati, sanno gestire la situazione con adeguata competenza e redditività.

Un grande problema: determinare il prezzo corretto

La maggior parte dei piccoli imprenditori agricoli ha ben chiaro il costo di produzione, ma si improvvisa nell’arrivare al costo da proporre nel mercato locale, nazionale e estero. Spesso il desiderio di arrangiarsi con internet, di disporre di un e-commerce proprio, pubblicando i propri prezzi senza una corretta valutazione della filiera commerciale (distributore > rivenditore / negozio > pubblico) ha creato situazioni di sottostima negative.

La soluzione: Ciberie ha fatto un quadro sistemico della filiera del costo che mette a disposizione delle aziende, tra l’altro sono disponibili dei pacchetti formativi ad hoc per giornate formative di confronto.

Affrontare la promozione e la comunicazione

Questione dei costi di promozione: la maggior parte, essendo bravi leader in zona e riconosciuti, non definisce a inizio anno e inserisce nel proprio budget i costi di promozione e per la partecipazione alle manifestazioni fieristiche. Non sa quali fiere fare, se fiere per operatori professionali o per vendita al pubblico, o si presenta solo dove pensa vada il concorrente o dove spendere meno senza fare alcuna considerazione preliminare di scelta. E pensare che molti Enti Locali dalle CCIAA ai GAL finanziano progetti in cui poter inserire, per tempo, il prodotto territoriale. Proprio per dare valore al proprio prodotto non ha senso fare le fiere dedicate alla GD e GDO. Probabilmente risulta più producente investire la stessa somma per visite mirate a potenziali negozi secondo un progetto di allargamento sostenibile (su questo aspetto CIBERIE è una risorsa efficace ed efficiente).

Formazione alla vendita

Questione della formazione alla vendita: altro punto debole di molte aziende in cui la presenza esclusiva del suo titolare rimangono unica risorsa indispensabile per raccontare la qualità del prodotto. Sarebbe saggio investire sulla formazione di figure di aiuto alla vendita, su esperti di cose buone, per gruppo di aziende e anche esterni all’azienda, per avere minori costi e trovare maggiore apertura mentale (su questo aspetto C è una buiberieona risorsa dato che ha una storia di progetti formativi Europei realizzati con una serie di Istituti Alberghieri d’Italia proprio sulla figura dell’esperto di cose buone). Oggi nel mondo degli Istituti Scolastici Superiori del cibo e del turismo c’è una nuova apertura alle imprese, anche piccole, con l’introduzione dell’alternanza scuola / lavoro.

Un’occasione per fare squadra e gestire bene la distribuzione

Questione distribuzione: i piccoli produttori hanno grandi potenzialità, offrono un prodotto migliore, hanno buona marginalità, ma non fanno squadra, non fanno nulla e non sanno distribuire e dall’altra parte non esiste una distribuzione ad hoc. Eppure oggi c’è l’occasione: i negozi di prossimità, le botteghe del gusto, le gastronomie, dopo una profonda crisi di identità, ridimensionamento, si stanno rilanciando e riposizionando con il cibo di qualità e la polifunzionalità (CIBERIE). Stanno dimostrando tutta la capacità di adattamento e resilienza per ripensare alla loro redditività e, riposizionandosi, rimanere positivamente sul mercato. C’è tanta nuova energia e capacità anche nelle botteghe, non solo in agricoltura. Manca solo un pizzico di volontà nel fare squadra, per ottenere dal produttore quel servizio e quel prezzo che possono ricevere solo se si attivano nuovi percorsi distributivi e nuovi sistemi di ricerca e soddisfazione dei clienti.

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